L’ esperienza dei Cohousing made in U.S.A.: una comunità intenzionale a Gainesville (Florida)

gchlogo

Negli Stati Uniti sembra esserci un boom in particolare nelle medie e piccole città di esperienze di abitare condiviso che mettono insieme un mix di nuovi stili di vita abitativi sostenibili, con la capacità di auto organizzazione collettiva di persone e famiglie e con le potenzialità del fare rete. del passaparola e anche degli strumenti di storytelling e comunicazione digitale.

Attualmente in U.S.A. tra progetti finiti ed altri in via di realizzazione si contano circa 250 esperienze (l’ Associazione Nazionale Americana dei Cohousing fornisce una parte dei dati sul suo sito in questa sezione dedicata alle realtà associate): le co-residenze, per provare ad usare un termine italianizzante, hanno visto la loro nascita intorno al 1964, in Europa quando Jan Gødmand Høyer, architetto danese, comincia il proprio percorso per la creazione della comunità di Skråplanet, primo caso riconosciuto di bofælleskaber, termine danese per indicare il fenomeno del Cohousing. In Danimarca attualmente si contano oltre 500 esperienze di questo tipo, ma il fenomeno è in crescita nel Nord Europa cosi come nell’america Settentrionale e Meridionale ed anche in Asia ed Oceania.

Gainesville Cohousing è attualmente una società a responsabilità limitata (LLC): si tratta di uno dei metodi più semplici per impostare lo sviluppo in quanto questa struttura limita la responsabilità per i membri, è  flessibile e facilmente riconosciuta dagli istituti di credito. Al termine dello sviluppo del progetto, lo stato giuridico sarà modificato per consentire la proprietà individuale delle case.

In generale i progetti di Cohousing assumono diverse forme di associazione, impresa cooperativa, sociale o di qualsiasi tipo: la natura di comunità intenzionali orientate ad uno scopo fa si che la forma giuridica assuma in se una natura prevalentemente strumentale in relazione alle scelte dei partecipanti soci. A rilevare ed essere centrale sono invece lo scopo ed il progetto collettivo ed il relativo impatto generato sulla comunità stessa che è comunemente no profit per la natura e le finalità con cui si sviluppa.

Ho avuto il piacere di conoscere Gale Kempner  durante un percorso di formazione sulla Governance Dinamica – Sociocrazia: Gale è uno dei membri della comunità di CoHousing di Gainesville e ne ho approfittato per farLe qualche domanda per raccontare questa esperienza ed alcune caratteristiche che hanno portato diverse persone ad attivarsi all’interno di questo progetto: infine le ho chiesto perchè come modello organizzativo, ma anche processo decisionale, stanno introducendo la Governance Dinamica – Sociocrazia.

Gale racconta del suo entusiamo per aver potuto sviluppare il progetto trovando partecipanti fino alla recente quota per la ventiquatresima e ultima abitazione prevista: gran parte delle abitazioni sono ancora da costuire, ma la common house (casa – spazio in comune) è già stata praticamente costruita e tutto il progetto è cosi interamente sostenuto in in auto finanziamento dalle famiglie, salvo ricorso a piccoli prestiti di breve periodo.

Gale inizia ricordando i primi insuccessi e le difficoltà finanziarie, ma anche nel trovare un gruppo di partenza che avesse nel proposito la definizione di regole interne chiare sia per partecipanti che per membri veri e propri del progetto “Per capire come è stato avviato Gainesville Cohousing (GC) bisogna tornare indietro a diversi anni fa, quando  un piccolo gruppo tentava un primo esperimento di progetto di cohousing: un insuccesso perchè molti dei membri non avevano soldi per comprare un’unità abitativa e questo non era stato un requisito iniziale per far parte del progetto. Alcuni anni dopo tuttavia, quattro dei membri originali hanno iniziato un nuovo progetto con regole di base molto più chiare: per diventare un membro partecipante dovevi pagare $ 250 (circa 220 euro), ma per diventare un Equity Member, con privilegi di voto e nella gestione, dovevi essere accettato da tutti i membri del gruppo e pagare $ 7500 (circa 6500 euro)

Questa quota non era rimborsabile se non in circostanze eccezionali: l’obiettivo era anche accertarsi che le persone si trovassero con solide basi finanziarie, anche se a volte non era così stabile come avrebbe dovuto essere, per cui è sempre esistito un range di tolleranza.

Gale poi ci spiega come il progetto è cresciuto ed ha coinvolto nuovi membri e nuove persone come partecipanti: “I nuovi membri sono arrivati tramite il passaparola, il sito Web e l’associazione nazionale di cohousing. Burt (mio marito) e io ci trasferimmo a Gainesville nel 2007 e alla fine trovammo il loro sito web. Siamo sempre stati interessati al cohousing, ma non abbiamo mai vissuto dove ce n’era uno. Penso che sia stato circa 7 – 8 anni fa che finalmente siamo entrati nel gruppo: eravamo la nona famiglia su un totale di 24 previste: quando siamo entrati nel progetto come membri avevano un’opzione per acquistare una proprietà NW di Gainesville ed abbiamo messo in gioco questa opzione e scelto per il progetto di Cohousing anche ricorrendo a piccoli prestiti, tutti rimborsati.

Negli ultimi anni sono arrivati nuovi membri: anche il nostro architetto è entrato nello stesso periodo in cui lo abbiamo fatto noi ed è un membro della nostra comunità: abbiamo realizzato alcune raccolte di fondi, ma soprattutto eventi per parlare a potenziali nuovi membri, specialmente famiglie con i bambini. Abbiamo anche assunto un costruttore che è meraviglioso e lavora molto bene con noi!“.

Gale ricorda anche le difficoltà economiche del settore dell’edilizia e dovute alle terribili calamità naturali e le difficoltà affrontate da un punto di vista di progettazione abitativa nel contesto urbano:Nel corso degli eventi non tutto è stato facile: Gainesville non è una città facile da affrontare e ciò che stavamo cercando di fare era molto atipico. La nostra idea di abitare non era compatibile con i normali codici di insediamento abitativo ed  i prezzi delle case continuavano a salire. Inoltre sono arrivati gli uragani e le calamità naturali come Hurricanes Harvey, Irma e Maria  tutti nello stesso anno. Il business delle costruzioni ha avuto un andamento terribile per anni con la recessione economica e stava appena riprendendosi quando gli uragani hanno colpito: cosi i prezzi sono saliti vertiginosamente. Il costo della nostra casa è aumentato di quasi $ 100.000!  Un paio di persone hanno dovuto abbandonare il progetto, ma noi abbiamo continuato ad andare avanti e ora circa la metà delle case sono costruite e riservate. La common house – casa comune sarà terminata tra circa un mese e anche una piscina verrà avviata a breve. È veramente meraviglioso vivere qui, conoscendo tutti i tuoi vicini!

Il sistema di Governance ed il processo decisionale

Chiedo a Gale perchè e come stanno introducendo la Governance Dinamica – Sociocrazia  e lei si sofferma sottolineando come questo modello organizzativo e processo decisionale sia un passaggio fonamentale nell’evoluzione del progetto “Per quanto riguarda il nostro sistema di governance, era sempre stato necessario nelle nostre decisioni il consenso di tutti per avere una modifica al progetto: se non siamo in grado di ottenere il consenso con una prima votazione, esso rimaneva in sospeso fino alla  settimana successiva quando si procedeva ad una nuova votazione. Esisteva poi una sorta di formula per il voto richiesto per vincere, ma il consenso su questa regola non è mai stato unanime. Quando siamo diventati membri del progetto per la prima volta e c’erano solo 9 membri o giù di lì, gli incontri non erano poi così male: le decisioni e le votazioni procedevano con buon grado di consenso ed armonia. Tuttavia, man mano che i numeri aumentavano, gli incontri diventavano sempre più intollerabili, almeno per me: abbiamo un facilitatore che è eccezionale perché tiene traccia di ciò che sta accadendo, ma non cerca mai di abbreviare la discussione ne di arrivare a decisioni poco approfondite o forzate. Non è raro che le nostre riunioni durino 3 ore! Fino a poco tempo ci siamo incontrati ogni settimana: si tratta anche anche di momenti “pot-luck”, il che significa che ognuno porta qualcosa da mangiare. Con il sistema di voto e la decisione per consenso tuttavia finiva spesso che i più rumorosi discutevano tra loro e ripetevano le stesse cose più e più volte e tutti gli altri si siedono e soffrono in silenzio. Per migliorare il processo decisionale, ma anche l’organizzazione mantenendo una logica centrata sui piccoli gruppi stiamo progettando ed intorducendo il modello della Governance Dinamica – Sociocrazia: l’ho conosciuta per la prima volta in una conferenza sul Cohousing 3 anni fa e cosi ho iniziato a parlarne. Con il passare del tempo diverse persone hanno iniziato a capire i benefici di un processo decisionale e di un organizzazione di questo tipo, che fosse più adeguata al progetto ed al numero di persone che volevamo coinvolgere con ruoli, ambiti di azione e responsabilità diverse (membri / partecipanti / volontari) : per questo motivo ora stiamo adottando questo modello nella pratica!“.

Gainesville Cohousing (2)

Il modello organizzativo di Gainesville Cohousing con la Governance Dinamica presentato da Gale – fonte: SoLT 9 Training Circle sulla facilitazione.

Gale sottolinea anche la propria visione di vicinato e di famiglie collaborative: “Il nostro unico desiderio è che abbiamo attirato qua a Gainesville più famiglie con bambini: molte persone hanno avuto dei nipotini in visita durante le vacanze invernali ed è stato bello vedere un sacco di ragazzini giocare qui!”

Sul sito di Gainesville Cohousing ci sono alcune indicazioni generali sui Cohousing e sulle modalità con cui gli spazi ed i progetti si organizzano, in particolare in questa esperienza (le domande e le risposte sono riprese dalla sezione FAQ del sito)

  • Che cos’è esattamente un Cohousing?

I residenti di Cohousing possiedono le loro singole case private: queste sono organizzate per consentire ai vicini di condividere facilmente attività e strutture, con anche un grande spazio – casa in comune, rispettando allo stesso tempo la privacy di tutti. Non ci sono accordi finanziari condivisi, ad eccezione delle quote associative (HOA) per coprire le spese di strutture e terreni condivisi. Non ci sono credenze religiose o spirituali particolari condivise.

Ci sono però due grandi differenze rispetto ai condomini tradizionali: le unità di Cohousing sono progettate integralmente dai futuri residenti, e gli abitanti decidono insieme come si governeranno e prenderanno le decisioni sull’area comune. Inoltre, i residenti sono tenuti a rimanere attivamente coinvolti nella comunità in modo che continuino a rappresentare valori e obiettivi comuni al fine di essere un quartiere maggiormente sostenibile e cooperativo. L’intenzione generale è quella di creare opportunità di relazione e interazione tra i vicini.  In cohousing, i residenti conoscono bene i loro vicini e godono di un forte senso di comunità che è tipicamente assente nelle città e nei sobborghi contemporanei.

Le comunità di Cohousing sono costituite da case private e completamente attrezzate e da numerosi servizi comuni, tra cui una casa comune e aree ricreative: gli spazi sono progettati e gestiti dai residenti che hanno scelto di vivere in un quartiere affiatato e generativo che vuole essere una sana miscela tra privacy e comunità.

  • Le residenze hanno le loro cucine private?

Sì. Ogni residenza ha una cucina privata completamente attrezzata: inoltre, la casa / spazio comune contiene una cucina, dove i membri della comunità condividono regolarmente alcuni pasti ogni settimana.

  • Le persone possiederanno alla fine una loro casa?

Sì: a Gainesville si Intende utilizzare case con titolo individuale con un’associazione di proprietari di case a causa di considerazioni legali sui condomini e sulla legge dello Stato della Florida. Le comunità di Cohousing negli Stati Uniti si affidano tipicamente a una delle tre forme giuridiche esistenti di proprietà immobiliare: case a titolo individuale con aree comuni di proprietà di un’associazione di proprietari di case; condomini; o una cooperativa di abitanti. Il processo di progettazione enfatizza invariabilmente la promozione consapevole delle relazioni sociali tra i suoi residenti. Le strutture comuni si basano sui bisogni effettivi dei residenti, piuttosto che su ciò che uno sviluppatore ritiene possa aiutare a vendere le unità. Il turnover negli sviluppi di cohousing è in genere molto basso e di solito è disponibile una lista di attesa per le unità abitative.

  • Chi vive abitualmente in un Cohousing?

Un Cohousing è per tutti coloro che vogliono partecipare alla loro comunità. Coloro che sono attratti dal cohousing tendono ad essere persone che hanno pensato a questa idea di creare comunità molto prima di aver sentito il termine “cohousing”. Tendono ad essere persone che cercano di migliorare la qualità della loro vita e sono disposte ad aiutare gli altri a fare lo stesso. Le persone che scelgono di far parte di una comunità di cohousing provengono da una varietà di background, livelli di reddito, tipi di famiglie e credenze. Quello che hanno in comune è il desiderio di avere voce in capitolo su come sarà il loro vicinato e la convinzione che avere più collegamenti con i loro vicini sarà un bene per loro. Vedrai evidenza di un atteggiamento sensibile nei confronti dell’ambiente naturale, riduzione delle dimensioni della casa, condivisione delle risorse e riciclaggio della comunità.

  • Cosa rende un cohousing funzionante?

La partecipazione dei residenti! Ci si aspetta nel progetto di Gainesville che ogni membro contribuisca con 1 ora a settimana per svolgere attività nella comunità. Inoltre ci sono pasti condivisi almeno una o due volte a settimana. La cottura e la pulizia a rotazione faranno probabilmente parte dei requisiti per l’adesione, anche se questa regola non è stata ancora decisa dalla comunità. La condivisione del lavoro all’interno della comunità aiuta a contenere i costi e migliora la responsabilità: in questo modo i nuovi membri saranno informati delle loro eventuali responsabilità all’inizio del processo di adesione, in modo che capiscano come funziona meglio il Cohousing e quali saranno i loro diritti e doveri.

 

Samuele Bozzoni

Risorse Umane e Partecipazione a 360°

Si ringrazia Gale Kempner di Gainesville Cohousing per la testimonianza concreta

 

 

 

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